Come tanti occidentali, ho mosso i miei primi passi da yogini con l’ashtanga yoga, uno stile molto dinamico e tecnico che però richiedeva una certa dose di energia per ogni pratica. Uno stile che alla lunga mi sembrava troppo ripetitivo, alcune volte troppo intenso e performante, mentre altre volte lo sentivo perfettamente nelle mie corde. Stessa cosa con il vinyasa, con l’hata e poi con lo yin yoga: alcune volte sentivo di preferire una pratica che magari in altri momenti dello stesso mese...
A 4 anni raccoglievo i sassolini che mi piacevano e li mettevo in tasca perché pensavo mi avrebbero protetta ( da cosa non si sa, ma lo avrebbero fatto ). A 10 anni rimasi affascinata dal moto delle maree tanto da sviluppare la mia teoria secondo la quale, nelle notti di luna piena, faticavo a dormire bene non perché fossi un licantropo, ma perché la luce della luna è troppo forte quindi agita l’acqua dentro il mio corpo di conseguenza anche me....